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Presentato a Beirut il progetto per le rinnovabili Green Energy for Green Companies

In: News 20 Apr 2016

(Unione Sarda – 20 aprile 2016) – Libano, Egitto e Italia (con la Sardegna in prima linea) insieme per la svolta green in agricoltura, attraverso lo scambio di conoscenze la condivisione di tecnologie per soppiantare le fonti non rinnovabili.
Sono i risultati del progetto Gr.Ene.Co. (Green Energy for Green Companies), finanziato dall’Enpi (European Neighbourhood and Partnership Instrument), nell’ambito del “Mediterranean Sea Basin Joint Operational Programme”, presentati nei giorni scorsi a Beirut.
Il progetto mette in campo due milioni di euro e coinvolge aree di riferimento ad alta vocazione agricola come la Barbagia di Seulo e la provincia di Nuoro in Sardegna, i governatorati di Al Iskandariyah e Al Buhayrah in Egitto e le zone di El Shouf, Monte Libano e Libano del sud.
Fondamentale nel progetto è stato il ruolo dell’isola, con il Gal Sarcidano-Barbagia di Seulo come capofila, presa come modello di riferimento per le buone pratiche sulle energie rinnovabili.
«Dobbiamo pensare a divulgare con più incisività un’appropriata cultura e conoscenza delle energie pulite, sia con la partecipazione di enti pubblici e privati, che con il sostegno finanziario delle banche», ha sottolineato il project manager Raimondo Schiavone. «Il piccolo impianto fotovoltaico realizzato in Sardegna, a impatto ambientale nullo, dimostra che abbiamo intrapreso la strada giusta e che il tema della sostenibilità delle produzioni agricole possa essere affrontato anche in chiave Mediterranea, dove la Sardegna ricopre, anche grazie a questo progetto, un ruolo di primo piano». «Attraverso questo progetto siamo riusciti a realizzare 10 impianti fotovoltaici in un Paese dove ci sono 300 giorni di sole all’anno», ha reso noto Abbi Ghanem, rappresentante del ministero dell’agricoltura libanese durante l’evento di chiusura del progetto a Beirut. «Il Mediterraneo è il teatro naturale per sperimentare le nuove energie e abbandonare progressivamente i combustibili fossili e inquinanti».
Marzia Piga

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